L’iPod (quando lo stile ha la meglio sul portafoglio) : voto 7,5 28 Agosto 2007
Posted by scrip in Apple, Musica.trackback
Non si può dire che la Apple non sappia vendere i propri prodotti: negli anni è riuscita ha creare una corposa nicchia di aficionados, disposti a spendere anche una discreta quantità di dollari (o di euro) in più pur di avere un prodotto marchiato dal logo della mela mordicchiata. E, come abbiamo già avuto modo di dire, questa fama di “casa madre del design informatico” le ha permesso negli anni di togliersi ampie soddisfazioni in fatto di vendite anche quando, forse, le meritava solo in parte, come dimostra ad esempio il caso dell’iPhone, ‘cool’ quanto si vuole ma al contempo privo di alcuni elementi ormai essenziali per uno smartphone che si rispetti (ad esempio l’impossibilità di sviluppare applicazioni di terze parti). Comunque oggi non parliamo della Apple, almeno non dell’azienda in generale, ma piuttosto del prodotto che l’ha decisamente rilanciata negli ultimi anni, uno di quei prodotti che fanno storia e che finiscono almeno in alcune parti del mondo per descrivere, col loro nome, un’intera categoria: l’iPod. Non la versione Nano o la Shuffle, che a nostro avviso non valgono i soldi che chiedono, ma l’iPod vero e proprio, ora venduto nelle versioni da 30 giga o da 80. Vediamo quali sono, secondo l’opinione di uno che ha ceduto alla tentazione di comprarlo, i pro e i contro di un acquisto che, di listino, richiede una spesa tra i 270 e i 370 euro.
Pro
1. Ok, è stiloso, non c’è che dire. La click-wheel (la rotellina a sfioramento che si usa per muoversi tra le canzoni) ce l’ha solo lui, lo schermo a colori è veramente bello, la versione in nero poi trova un degno rivale solo nel Sony della serie NW in quanto ad estetica.
2. E’ capiente: pochi altri, nel mercato, hanno la capacità di contenere 30 o addirittura 80 giga di canzoni e filmati e quindi ci si può tenere dentro comodamente tutta la propria discoteca (intesa come collezione di dischi) e ascoltarsi, a seconda dei momenti e delle voglie, qualsiasi cosa in qualsiasi momento.
3. Si appoggia su iTunes che, per quanto criticato come software unico per gestire l’iPod, è in realtà un ottimo programma, che organizza ottimamente la collezione di canzoni, permette di aggiungervi tag e copertine, testi e playlist (anche smart playlist, quelle che “si aggiornano da sole”).
4. La batteria ha una buona durata, considerato tutto.
5. Il suono è ottimo.
Contro
1. Inutile dirlo: il prezzo. A parità di condizioni, gli altri lettori mp3 del mercato costano tutti meno. E secondo noi la Apple poteva anche tenere il prezzo più basso di una cinquantina di euro. Ma, come già detto, si paga anche il nome.
2. La difficoltà di navigazione. Quando si caricano 20 o 30 giga di canzoni e si vuole però in un dato momento sentire quel brano specifico, l’iPod mostra i suoi limiti: con iTunes basta inserire, tramite tastiera, il titolo nel campo di ricerca e subito ti compare la canzone desiderata; con l’iPod bisogna scartabellare invece un bel po’, anche perché la click-wheel non è sempre il massimo in quanto a rapidità e precisione.
3. Solo cuffie. Ovvero: l’iPod, di suo, non vuole essere ascoltato da più di una persona per volta. Non ha nessun tipo di altoparlante, non ammette connessioni Bluetooth o wi-fi, è difficilissimo da collegare all’autoradio (anzi, praticamente impossibile a meno di spendere molti molti soldi) e difficilmente si adatta allo stereo che avete già in casa. Per fortuna qualche soluzione economica si può trovare in maniera più o meno artigianale.
4. I tag. Abbiamo detto che iTunes è bello, ed è vero; ma è anche migliorabile, soprattutto per quanto riguarda i tag. Quando si hanno 4000 o 5000 brani è difficile mettersi ad inserire i tag o le copertine uno ad uno, e sarebbe invece utile che il software Apple li recuperasse da solo in automatico via web, come d’altronde fanno vari plugin o programmi di parti terze. E che lo facesse gratis, perché a noi è capitato, non sappiamo bene come, che iTunes ci scaricasse sì qualche copertina, ma che ce le facesse pure pagare.
5-4, insomma. Tradotto in voto: 7. Anzi, 7,5 perché comunque il lato estetico conquista sempre di più di quello pratico. Certo, bisogna avere da parte un bel po’ di soldi per togliersi lo sfizio.



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