Second Life (voglio una seconda vita spericolata) : voto 3 28 Luglio 2007
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Peccato. Voglio dire, Second Life è uno di quei siti (o sarebbe meglio parlare di gioco online?) di cui parlano tutti e da cui, nel bene o nel male, ti aspetti sempre grandi cose. Io, fino a qualche giorno fa, non l’avevo ancora provato, perché non mi hanno mai attirato queste realtà virtuali che sembrano sempre vie di fuga dalla vita vera (anche The Sims, tanto per dire, l’ho provato una sola volta e poi l’ho messo da parte); poi, alla fine, ho deciso di provarci dopo l’ennesima entusiastica recensione letta qua e là. Il risultato? Scadente: come realtà virtuale alternativa, Second Life lascia molto a desiderare. Mi spiego meglio: non è che manchino i dettagli o le possibilità, quello che manca è, secondo me, qualcosa di interessante (almeno considerando le prime ore di ’seconda vita’). T’iscrivi e subito ti ritrovi in una sorta di isola di allenamento, dove devi far pratica con il gioco, e fin qui va bene; poi, però, dopo un’ora di lavoro intenso pensi finalmente di poter iniziare a divertirti e comunicare (perché è questo, si presuppone, lo scopo di Second Life), ma ti ritrovi in un altro isolotto a doverti costruire casa. Ecco, proprio qui sta l’inghippo: io casa me la son fatta, in un certo senso, negli ultimi due anni, e mi è pesato non poco; perché dovrei stare a penare di nuovo, e stavolta in un gioco? Grazie, no: se dovessi farmi una vita alternativa, preferirei decisamente che fosse diversa da quella reale; altrimenti, tanto vale spegnere il pc e rimboccarsi le maniche, che, come mi ricorda sempre mia moglie, ci sarebbero da appendere quadri e potare piante.
Getting Things Done (l’ennesimo metodo rivoluzionario) : voto 6+ 26 Luglio 2007
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C’è questo libro, ‘Getting Things Done‘, tradotto in italiano col titolo ‘Detto fatto!’ e scritto da David Allen, un guru della produttività americana, che espone una teoria molto seguita in America per ‘riuscire a fare le cose’, come recita una traduzione letterale del titolo. Tramite una serie di accorgimenti per la verità molto vicini al senso comune, Allen assicura di portare ogni manager (ma anche qualsiasi persona impegnata nella vita lavorativa e in quella privata) a una gestione più efficace e meno stressante degli impegni. Io non sono un manager, ma la mia naturale e spiccata pigrizia mi spinge spesso a vivere con una certa apprensione i miei compiti e a procastinarli il più possibile, soprattutto quando si tratta di compiti complessi, che non danno un’immediata gratificazione e che a volte temo di non essere in grado di svolgere. Purtroppo il metodo Gtd, come viene affettuosamente chiamato dai suoi adepti, non presuppone che qualcuno, come il sottoscritto, non abbia semplicemente voglia di fare le cose che deve fare, ma solo, al massimo, che si pecchi di capacità organizzativa; non è, insomma, un metodo capace di motivare all’iniziativa ma piuttosto di dirigere al meglio e in maniera intelligente i propri tentativi. Ad ogni modo, lo sto applicando da qualche giorno e devo dire che la sua migliore qualità sta nell’aiuto che dà a non dimenticare appuntamenti e cose da fare, sia che i vuoti di memoria siano involontari, sia che, come a volte accade, ci si dimentichi consciamente degli impegni. Per quanto riguarda, invece, la spinta a realizzare i propri proponimenti, Gtd non basta: meglio, piuttosto, il già citato 43things.com, dove è il fatto di darsi degli obiettivi pubblicamente che porta poi a fare le cose e a farle con costanza e continuità.
I nuovi personaggi dei fumetti (crisi di idee da entrambe le parti dell’Oceano) : voto 3 24 Luglio 2007
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Notavo qualche giorno fa, non senza sorpresa, che questo è un periodo di grande crisi per i fumetti, sia in Italia che all’estero (escludendo, tra i mercati maggiori, forse solo quello giapponese). E il discorso, per una volta, non riguarda tanto le vendite, che tranne in qualche raro caso sono in costante declino da molti anni, ma la stessa creatività: avete infatti mai fatto caso a quali sono i personaggi che dominano le classifiche di vendita? Sempre e solo personaggi creati almeno 10-20 anni fa, se non addirittura prima, mentre le creazioni più recenti fanno una gran fatica ad imporsi, a causa certamente di un mercato troppo chiuso in se stesso ma anche, probabilmente, dell’incapacità dei nuovi autori di trovare una formula nuova ed adeguata ai nostri tempi. Prendiamo, ad esempio, la classifica dei fumetti più venduti negli Stati Uniti nel maggio scorso (ma in Italia l’andamento generale non è molto diverso), indicando non tanto la testata quanto il personaggio o la serie protagonista e, tra parentesi, l’anno di creazione:
1. Capitan America (1941)
2. Dark Tower (1982, anno del primo romanzo della serie di Stephen King)
3. Justice League (1960)
4. Capitan America (1941)
5. Vendicatori (1963)
6. X-Men (1963)
7. Uomo Ragno (1962)
8. Vendicatori (1963)
9. Batman (1939)
10. Hulk (1961)
11. Hulk (1961)
12. Buffy (1992, anno del film da cui poi è nata la serie)
13. Ultimates (2002, ma ispirato ai Vendicatori, del 1963)
14. Vendicatori (1963)
15. 52 week (2006, evento speciale)
16. Justice Society (1940)
17. Wolverine (1974)
18. Vendicatori (1963)
19. Countdown (2007, evento speciale)
20. Countdown (2007, evento speciale)
21. X-Men (1963)
22. Countdown (2007, evento speciale)
23. Marvel Zombies (2005, ma basato su personaggi già esistenti)
24. Batman (1939)
25. Countdown (2007, evento speciale)
26. X-Men (1963)
27. Punitore (1974)
28. Ultimate Spider-Man (2000, ma basato sull’Uomo Ragno, 1962)
29. Fantastici Quattro (1961)
30. Wolverine (1974)
31. Superman/Batman (1938/1939)
32. Marvel Zombies (2005)
33. Thunderbolts (1997)
34. Teen Titans (1964)
35. Iron Man (1963)
36. Ultimate Power (personaggi vari, tra cui quelli più recenti sono quelli di Supreme Power, 2003)
37. Lanterna Verde (1940)
38. Ultimate X-Men (2001, ma basato sui personaggi del 1963)
39. Teen Titans (1964)
40. Lanterna Verde (1940)
41. Wonder Woman (1941)
42. Omega Flight (1984)
43. Moon Knight (1975)
44. Superman (1938)
45. Superman (1938)
46. Superman (1938)
47. Silver Surfer (1966)
48. Ultimate Fantastic Four (2003, ma basato sui personaggi del 1961)
49. Pantera Nera (1966)
50. Batman (1939)
L’andamento è chiaro: se si escludono alcuni eventi speciali come le miniserie Dc ‘52 Weeks’ e ‘Countdown’ (che comunque utilizzano i personaggi classici della casa editrice) e le linee ‘Ultimate’ e ‘Marvel Zombies’ della Marvel (che si basano sulla rivisitazione dei personaggi creati negli anni ‘60), le serie più recenti sono quelle di ‘Supreme Power’ (2003), ‘Thunderbolts’ (1997) e ‘Buffy’ (1992), dopodiché si passa direttamente agli anni ‘80. Insomma, a farla ancora da padroni sono i personaggi creati negli anni ‘30-’40 (soprattutto di marca Dc) o negli anni ‘60 (nella Marvel di Stan Lee), mentre per tutti gli altri gli spazi consentiti sono limitati a serie di secondo piano o fugaci miniserie.
TenGO (come scrivere in fretta con Windows Mobile) : voto 8 19 Luglio 2007
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Vorrei tornare ancora un attimo sulla questione palmare, dopo il post di ieri. Ci ho pensato abbastanza, infatti, in questi giorni, stimolato anche da una interessante galleria su Flickr dedicata all’Hipster Pda di cui parlavo proprio allora: il problema, venendo subito al sodo, è che in fondo non uso ancora il pda quanto potrei e che anzi spesso finisco per usare, orrore, carta e penna perché riesco solo così a buttare giù in fretta le informazioni che mi interessano. In queste ultime settimane, proprio per questi problemi, mi son messo quindi a cercare con una certa insistenza un’applicazione che potesse se non risolvere quantomeno attenuare questi problemi, velocizzando l’inserimento del testo nel pda (soprattutto quando si tratta di tante righe). Dopo aver provato il tanto osannato Calligrapher e non esserne stato pienamente contento, ho installato questo TenGO, un programmino in fondo simile a quello che il sistema T9 fa per i cellulari: in una tastiera semplificata che assomiglia a quella del computer ma è composta in realtà, per quanto riguarda le lettere, solo di 6 tasti si possono infatti inserire molto velocemente le parole semplicemente cliccando sulla “zona” giusta della tastiera e poi affidandosi al sistema che, in base ai dizionari installati, riesce a convertire il tutto in parole complete. Problemi? Difetti? Qualcuno, ma il fatto che il dizionario sia personalizzabile e incrementabile è già di per sé un’opzione molto interessante. E, sarò sincero, una volta che ci si fa un po’ la mano si scrive realmente molto più in fretta. Consigliato.
Palmare, Hipster Pda e organizzazione della vita quotidiana (da sfaticato ad affaccendato in tre mosse) : voto 6,5 17 Luglio 2007
Posted by scrip in Pc e Internet.add a comment
Già da qualche anno appartengo alla non nutritissima schiera italiana dei possessori di palmare, prima con un Handspring Treo 90 (l’unico della serie senza le funzioni di cellulare integrate), poi, dall’anno scorso, con un i-mate Jam comprato usato su e-bay (e questo sì che funziona anche da cellulare). Sull’utilità o il danno di questi intriganti oggetti elettronici ci sarebbe molto da dire, soprattutto se paragoniamo il loro costo alla loro effettiva utilità pratica per la stragrande maggioranza dei possessori, ma devo anche ammettere che nell’ultimo anno la combinazione di pda (come vengono chiamati all’americana, da personal digital assistant) e cellulare mi la portato ad usare il mio i-mate molto più di quanto non facessi col vecchio Treo. Un palmare, sembra quasi banale dirlo, ha una sua utilità solo se viene usato sempre, costantemente, e viene in questo modo quotidianamente aggiornato con i nuovi indirizzi, gli appuntamenti, i file sincronizzati, quando il software Microsoft non fa i capricci, col proprio pc; altrimenti, e questo è stato il destino del mio vecchio Treo, finisce nel dimenticatoio, a prender polvere, spesa inutile. Avere in cellulare integrato, insomma, è utile perché ti obbliga in un certo senso a ‘portarti dietro’ il palmare, ma anche perché ti permette di implementare, e di molto, le funzioni di un normale cellulare e, cosa che ho sperimentato durante la mia ultima breve vacanza al mare, perfino di navigare in internet in una situazione simile (anche se non uguale) a quella che si può vivere a casa. L’idea me l’ha data il recente lancio, in America, dell’iPhone, che ha integrato un browser per la navigazione internet (una versione mobile di Safari) e prevede un abbonamento telefonico con tariffa flat per l’accesso al web: ho dato così un’occhiata alle offerte del mio operatore, Wind, e ho scoperto che hanno aggiunto, oltre all’ormai classica offerta in cui dando 20 euro te ne vengono regalati 3000 di navigazione, una nuova promozione che prevede una quota di 8 euro per poter usufruire di un bonus di 300 euro, sempre e solo per il web. Sottoscritta questa promozione (vantaggiosa rispetto al passato ma ancora un po’ troppo cara per i miei gusti) ho installato sul pda un buon browser (NetFront, perché di Explorer parlano tutti male ed in effetti le funzionalità sembrano pochine) e ho iniziato a navigare: a parte qualche sito decisamente cervellotico per la navigazione via cellulare, tipo libero.it, per il resto tutto funziona piuttosto bene. Se, invece, internet anche sul cellulare non vi interessa e non avete voglia di spendere centinaia di euro per un palmare, recentemente ho scoperto una versione decisamente più economica ma all’apparenza altrettanto funzionale dal punto di vista della gestione degli impegni: l’Hipster Pda. In pratica è qualcosa di simile a quelle stupide imitazioni che si creano da bambini, ma reso più presentabile dal fatto di essere stato presentato in un blog e, da lì, dall’aver fatto letteralmente il giro del mondo: il sistema prevede l’adozione di specifici cartoncini già preparati in precedenza per accogliere informazioni relative agli appuntamenti, alla rubrica del telefono, alle cose da fare, alla lista della spesa e così via; nonostante offra delle possibilità di personalizzazione non indifferenti, bisogna però anche dire che, per quanto economico, questo sistema non prevede, almeno per ora, la possibilità di ricevere sms e di consultare l’e-mail, di aprire documenti di Word e di ascoltare gli mp3, né tantomeno di leggersi un e-book, a meno che non si sia provveduto a fotocopiarsi un intero libro in cartoncini 10×7 (ma se sommate il costo dei cartoncini e delle fotocopie, forse vi conveniva comprarvi un pda vero). Al di là degli scherzi e della facile ironia, rimane un problema: ora come ora il mio palmare è bello colmo di informazioni e funzioni, ma siamo sicuri che tutti questi appuntamenti avrebbero meritato di essere segnati da qualche parte se non avessi avuto un palmare? Ovvero: è venuto prima il pda o sono venuti prima gli impegni? Lo dico perché a volte ho proprio l’impressione che sia solo l’utilizzo costante del pda a rendermi una persona ‘da palmare’ (ma forse questo stesso discorso lo si può fare per ogni gadget elettronico, dai computer all’iPod). Ad ogni modo, se ancora non s’è capito, usare il palmare mi piace non poco.
L’amore genera amore (una speranza per tutti i brutti del mondo) : voto 9 14 Luglio 2007
Posted by scrip in Amore, Coppie.add a comment
Post pseudo-sentimentale oggi, degno di una rivista rosa. Ci sono momenti nella vita in cui ti chiedi come sia possibile che esistano così tante coppie felici, in cui i due partner si amano, sono innamorati l’uno dell’altra, si piacciono. Ci sono dei momenti in cui ti sembra che l’amore sia sempre non corrisposto, che tutte le ragazze (o i ragazzi) di cui t’innamorerai non proveranno mai lo stesso sentimento per te. Poi invece cresci e, come spesso accade, ti ritrovi con una persona che ti piace e a cui piaci e ti meravigli di essere stato così fortunato, nonostante tutto, da aver evitato quell’eventualità che temevi potesse contraddistinguere il tuo destino. In realtà, mi sembra, le cose stanno in maniera diversa, come ben esprime questa frase di Nick Hornby dal romanzo ‘Alta fedeltà’: «Non ho mai avuto le idee del tutto chiare circa quello che di me piace alle donne, ma so che la passione aiuta (anch’io so bene come sia difficile resistere a qualcuno che ti trova irresistibile) e io ero di certo appassionato». Non che accada sempre e comunque così (altrimenti non esisterebbero gli amori infelici a cui ci ha abituato tanta letteratura), ma se provate a ripensarci vi accorgerete che spesso vi siete innamorati di una persona solo dopo esservi accorti che lei era cotta di voi o, viceversa, l’altra persona si è accorta della vostra presenza solo quando ha capito, magari anche senza bisogno di una dichiarazione esplicita, che voi avevate un debole per lei. L’amore, insomma, chiama spesso altro amore, lo fa nascere, lo fa crescere, gli dà fiducia: raramente a mettersi assieme sono persone che sono segretamente innamorate l’una dell’altra, ma più semplicemente in molti casi (anche se purtroppo non sempre) l’amore dell’uno fa nascere l’amore dell’altro. Insomma, una speranza c’è per tutti, anche per chi fino ad ora ha sempre avuto sfortuna in amore.
43things.com (ho 43 cose nella mente, cosa cerco non so…) : voto 8 13 Luglio 2007
Posted by scrip in Obiettivi.add a comment
A volte, soprattutto in questi tempi di imperante moda del cosiddetto web 2.0, ci sono dei siti che vengono segnalati in po’ da tutti, elogiati e pubblicizzati, ma che poi, nella realtà dei dati, risultano molto meno frequentati di altri nonostante l’indubbia qualità del servizio. È questo il caso anche di 43things.com, servizio che anche io all’inizio, un po’ frettolosamente, avevo bollato come carino ma inutile. Oggi, dopo un paio di settimane di frequentazione intensa, devo ricredermi: il sito non solo è interessante, ma è anche utile e intelligente, soprattutto per chi, come me, ha la disgraziata tendenza a rimandare qualsiasi impegno. In pratica, le 43 cose del dominio costituiscono una lista di obiettivi che ogni utente registrato si impegna a raggiungere, tenendo contemporaneamente informata la comunità dei suoi progressi attraverso appositi messaggi: dai più banali ’smettere di fumare’ o ‘perdere 10 chili’ fino ad altri obiettivi decisamente più originali (‘imparare a risolvere un cubo di Rubik’ o ‘far sì che qualcuno mi dedichi un libro’, giusto per fare un paio di esempi), il sito non pone alcun limite alla fantasia dei suoi utenti se non, l’unico, nel numero (non si può infatti passare la fatidica cifra dei 43 obiettivi in contemporanea, anche se man mano che se ne completa qualcuno se ne possono aggiungere di nuovi). Di per sé, a parte questo, su 43things.com non c’è effettivamente molto altro da fare (anche dal punto di vista ’sociale’ si può al massimo incoraggiare gli altri utenti), ma l’essenzialità è giustificata dal fatto che al centro ci sono proprio e solo gli obiettivi da raggiungere: unicamente questo conta e 43things.com in fondo non è appunto altro che un elegante e accattivante promemoria di cosa si può e si vuole ottenere dalla vita. L’ideale insomma per chi, come il sottoscritto, avrebbe una marea di ambizioni ma finisce troppo spesso per perdersi in un bicchiere d’acqua, dimenticandosi molte cose o non riuscendo a dare il giusto peso alle proprie priorità (e tra le mie 43 cose c’è anche l’impegno a postare di più sul blog).
Il mare (estate pigra) : voto 7 12 Luglio 2007
Posted by scrip in Mare, Vacanze.add a comment
Non ho mai amato molto il mare, inteso come posto per andare in vacanza: piatto, noioso e monotono, mi costringeva sempre, anche a causa di una mia indiscutibile difficoltà a socializzare con coetanei che dopo qualche giorno non avrei più rivisto, a rifugiarmi in quintali di fumetti, riviste e libri, desideroso solo di tornare il prima possibile a casa, dai miei amici e dalle mie occupazioni (ma potrei dire la stessa cosa anche della montagna, che anzi con le sue passeggiate ha in più anche il difetto di essere stancante; e il fantomatico e ricercatissimo contatto con la natura non ha mai fatto presa su di me). Qualcosa, però, quest’anno è cambiato, o almeno così mi sembra da questi primi giorni di vacanza (sto scrivendo infatti, prodigi della tecnica, dal mio palmare, connesso a internet grazie ad una vantaggiosa offerta di Wind): con la stanchezza accumulata quest’anno col lavoro e, più recentemente, col bimbo, avevo probabilmente bisogno di un po’ di noia, di dolce far niente. La cosa migliore è alla sera, quando Roberto si mette a dormire: mi piazzo nel giardino della casa in cui siamo, al fresco della sera, sdraiato su un’amaca che farebbe impallidire Paperino, con l’iPod nelle orecchie e un libro da leggiucchiare nelle pause delle mie riflessioni (ieri, ad esempio, ho pensato molto all’amicizia e ho individuato le 5 cose che cerco in un amico, ma ne parlerò con calma in un altro post). Insomma, credo che dopo l’insofferenza tardo adolescenziale sia giunto il momento di ricominciare, con un matrimonio e un figlio in più sulle spalle, ad affezionarsi di nuovo al mare.


