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Ssis parte 2 (…l’ignobile farsa degli esami…) : voto 6– 24 Aprile 2007

Posted by scrip in Scuola.
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Ci ho messo talmente tanto a scrivere la seconda parte di questa microguida (la prima la si trova qui) che la Ssis è praticamente morta, anche se a quanto mi risulta non ufficialmente. Colpevole dell’uccisione ‘virtuale’, ma alla fin fine effettiva, della Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario sembra essere lo stesso Ministero, che ha infatti riaperto, come previsto, le graduatorie, ma le ha anche trasformate in graduatorie ad esaurimento, cioè in cui non ci si potrà più inserire per un bel pezzo. Simpatico, no?

Quindi, tutta questa tiritera su Ssis sì o Ssis no sembra essere diventata, d’improvviso, inutile. Sembra. Sì, perché queste prese di posizione drastiche lasciano spesso il tempo che trovano, e nel giro di un anno le voci e a volte anche le mosse ufficiali vengono fatte rientrare, si fa marcia indietro, e tutto ritorna come prima, per non scontentare nessuno. E allora procediamo anche noi, sicuri che per le Ssis questa sia solo una momentanea defaillance, pronte, queste scuole, a ritornare in auge in brevissimo tempo.

2 – MA COME SI ENTRA ALLA SSIS? E’ DIFFICILE?

Per entrare alla Ssis c’è un esame d’ammissione, che consiste in una parte scritta ed una orale. Solitamente, lo scritto serve per ’scremare’ gli aspiranti sissini, visto che all’orale arriva solo un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili (se ci sono, ad esempio, 10 posti, all’orale arrivano in 20; se ce ne sono 30, in 60 e così via). Le modalità in cui si svolge la prova scritta sono più o meno le stesse in tutte le regioni, mentre per l’orale ci sono sostanziali differenze. L’esame scritto è un quiz a risposta chiusa (o ‘a crocette’) per la verità piuttosto difficile e complesso, tanto che anche i migliori candidati solitamente riescono ad azzeccare poco più della metà delle risposte. Prepararsi, d’altronde, è praticamente impossibile visto che le domande possono svariare su qualsiasi parte del programma della/e propria/e materia/e, e spesso sono molto molto specifiche. Solo per fare un paio di esempi, in una domanda del mio test (classe A037, storia e filosofia) c’erano due righe di testo molto vaghe e bisognava indicare di quale opera di Aristotele erano l’inizio, oppure in un’altra domanda si chiedeva conto degli accordi di Furlong (o qualcosa del genere, non sono più tanto sicuro di ricordar bene), accordi di cui poi non sono riuscito a trovare notizia in nessuno dei miei manuali di storia (e ne ho consultati molti). Bisogna, insomma, affidarsi ai propri studi pregressi e sperare che basti. Consolatevi con l’idea che anche gli altri sono messi nella vostra stessa situazione. Diverso è il discorso per quanto riguarda l’orale: in certe regioni, ad esempio, al posto dell’orale fanno svolgere una seconda prova scritta chiedendo di parlare di un argomento a piacere (chiaramente inerente la materia), mentre in altre comunque si cerca di testare più la capacità di districarsi tra i vari settori del programma che non le conoscenze specifiche. L’orale è quindi sempre più semplice dello scritto, anche se, visto che i concorrenti si fanno più agguerriti, bisogna farsi vedere sicuri e in gamba.

Tom Poston (elogio e storia del caratterista di telefilm) : voto 7 20 Aprile 2007

Posted by scrip in Tv.
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Tom PostonHo visto oggi pomeriggio su Paramount Comedy (su Sky, chiaro) una vecchia puntata di Mork & Mindy, in cui figurava anche tale Tom Poston, uno di quei volti che hai visto già migliaia e migliaia di volte ma non ti ricordi mai dove (e di cui non sai nemmeno il nome). E m’è venuta voglia di vedere che mai avrà fatto ’sto Poston, in quali altri telefilm l’avevo già visto. Ve li elenco, senza tanti fronzoli (metto solo quelli sicuramente arrivati in Italia):

- Alice, episodio 1.14 (1976)

- Love boat, episodi 1.12 e 7.12 (1977 e 1983)

- Chips, episodio 2.20 (1979)

- Mork & Mindy, episodio 2.04 (1979) [appunto]

- A cuore aperto, episodio 6.21 (1988)

- I Simpson, episodio 2.5 (1990) [sì, vabbé, qui doppiava solo quindi in Italia non s'è visto...]

- La signora del west, episodi 2.3 e 5.17 (1993 e 1997)

- Otto sotto un tetto, episodi 5.16, 6.04 e 6.16 (1994/1995)

- Murphy Brown, episodi 6.19 e 9.5 (1994 e 1996)

- Quell’uragano di papà, episodi 5.12, 6.9 e 7.9 (1995/1997)

- Sabrina, vita da strega, episodio 2.9 (1997)

- Il tocco di un angelo, episodio 4.22 (1998)

- Susan, episodio 3.4 (1998)

- Cosby, episodi 3.17 e 3.21 (1999)

- Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi: la serie, episodio 2.18 (1999)

- Un detective in corsia, episodio 7.1 (1999)

- Dharma & Greg, episodio 3.17 (2000)

- Normal, Ohio, episodio 1.7 (2000)

- King of the hill, episodio 5.12 (2001) [anche in questo caso però è solo doppiaggio]

- E.R., episodi 7.12 e 7.20 (2001)

- Becker, episodio 4.18 (2002)

- Will & Grace, episodio 4.19 (2002)

- That ’70s show, episodi 5.4, 5.8 e 5.13 (2002/2003)

- 8 semplici regole, episodio 1.22 (2003)

- Pazzi d’amore, tutti gli episodi (2005)

- Zack e Cody al Grand Hotel, episodio 2.27 (2006)

Il desiderio logora (chi non ce l’ha) : voto 7+ 20 Aprile 2007

Posted by scrip in Stile di vita.
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E’ un periodo che penso molto alla questione dei desideri, in generale e su più ambiti: dagli acquisti (e-Bay docet: voglia di iPod, soprattutto) alle relazioni personali, dall’amore alle aspettative di vita. Come sempre, la parte bella sta nell’attesa, nel coltivare, appunto, le aspettative, nel tormentarsi riguardo a come potrebbe essere, a cosa stiamo per realizzare eccetera; nella realtà, poi, una volta raggiunto l’obiettivo l’eccitazione si esaurisce in fretta, e alla novità subentrano l’agiatezza e a volte la noia. Lo so, sembra un discorso deprimente, ma forse non lo è. Ultimamente ho desiderato molte cose: alcune erano sciocchezze, altre cose più importanti e serie. Ne ho realizzate poche, pochissime, ma il segreto, credo, è riuscire a mantenere in vita il desiderio, l’idea che quella cosa possa un giorno concretizzarsi senza però concretizzarla mai. Faccio un esempio, altrimenti temo non si capisca il discorso: prendiamo l’innamoramento, che in fondo è il nostro desiderio principe, quello che ci tormenta più di tutti. Quando ci innamoriamo siamo scossi e sconvolti, desiderosi di sapere, di capire se il nostro sentimento viene ricambiato; quando vediamo il nostro lui o la nostra lei cerchiamo dei momenti di intimità, di leggere i segnali che ci vengono mandati, di interpretarli, e se ci pare che siano segnali positivi subito ci esaltiamo e abbiamo voglia di continuare in una sorta di flirt infinito. E proprio il flirt, credo, è l’apice di questo desiderio, e forse è anche per questo che, a quanto si legge anche recentemente in molti blog, va tanto di moda, soprattutto nei posti di lavoro, soprattutto tra chi è ormai adulto: anche quando non si ha il coraggio o l’intenzione di tradire il compagno o la compagna, si preferisce semplicemente flirtare, anche perché, in effetti, è proprio l’atto in sé del flirtare che dà piacere, che ‘remunera’ il nostro ego. Ci si scambia occhiate, battute con doppi sensi, si creano anche situazioni imbarazzanti che sembrano sempre a un passo dallo sfociare nei fatti, ma il ‘grande passo’ non lo si fa mai, per paura che tutta quell’adrenalina scompaia. Il compagno (o la compagna) ‘ufficiale’ soddisfa già i nostri bisogni (essere accuditi, ascoltati, capiti, coccolati), mentre l’amante virtuale esalta le nostre fantasie. I sogni son desideri, diceva Mary Poppins; ma a volte è meglio non realizzarli.

Avere un bimbo (ovvero: come non dormire e maneggiare escrementi tutto il giorno ed essere felici) : voto 10+ 8 Aprile 2007

Posted by scrip in Stile di vita.
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Sei mesi fa e più, scrivevo:

Ieri io e Cinzia siamo andati dal ginecologo, per vedere come procede col bimbo. Procede bene, più che bene: 6,43 centimetri dal cranio all’osso sacro, già due braccine e due gambine che si muovono, un testone grande così in cui io credevo di vedere già un cervello in formazione e invece m’han detto che sono solo i ventricoli (non so cosa sono, ma non sono cervello). Ossa importanti già in formazione, dalla tibia alla colonna vertebrale. Da come si muoveva ho avuto la netta sensazione che fosse un maschio, ma è ancora troppo presto per sapere il sesso.

Alla fine ho avuto ragione io: era (è) un maschio ed è nato il 27 marzo scorso. L’abbiamo chiamato, non senza dubbi e tentennamenti (come documenta il blog apposito, ‘Diamogli un nome‘) , Roberto, nome che tra l’altro è risultato essere, con nostra sorpresa, anche piuttosto raro. Che dire? Potrei fare la solita menata, dire che un figlio ti cambia la vita, che non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, che mi sento il cuore ‘colmo di gioia’, come va di moda dire… Tutte frasi in un certo senso vere, ma anche un po’ banali, perché in fondo il diventare genitore è un’esperienza sì sconvolgente, ma che subiscono ogni giorno migliaia di persone, e quindi più comune di quello che ognuno di noi possa pensare. Posso dire come mi sento: stanco, a tratti sfinito, molto spesso orgoglioso, a volte commosso; di Roberto mi piacciono: le facce che fa e contemporaneamente il modo in cui muove le dita, i piedini morbidi, il fatto che mi assomigli, gli occhi lucidissimi anche se scuri, il fatto che riesco a calmarlo quando si agita, il fatto che si lascia cambiare e pulire abbastanza facilmente. E’ sano, bello e forte (ha una presa, con quelle sue ditina!), e per ora queste sono le cose più importanti. Adesso sta dormendo, accompagnato dalla musica. Vi terrò informati, qui o sull’altro blog.