La guerra tra blog e giornali : voto 5 29 Ottobre 2004
Posted by scrip in Media e Informazione, Pc e Internet.trackback
Stamattina, su Macchianera, Gianluca Neri ritornava su un argomento che mi sembra molto in voga nella cosiddetta blogosfera: l’eterna lotta tra blog e giornali, quasi a dire tra il bene ed il male. L’analisi del Neri non è priva di buone osservazioni: i giornali sono sempre più (anzi, sono sempre stati, non c’è da stupirsene) soggetti a compromessi, a non fare giornalismo d’inchiesta ma a confezionare solo l’inchiesta che interessa al proprio editore. E’ inevitabile che avvenga così sia se si vuole fare carriera, sia se si vuole lavorare, visto che in Italia va avanti chi è disposto, oltre che a farsi il mazzo, anche a non scontentare certi poteri. Ora però non mi pare giusto neppure esagerare nel senso opposto: non tutte le notizie dei giornali sono false o interessate o superficiali, come suggerisce Neri; nei giornali si trova anche gente che fa il suo lavoro con passione, cercando di riportare notizie interessanti e che si pensa il pubblico gradisca. I quotidiani non parlano abbastanza degli scandali finanziari del mondo calcistico? Perché non gliene frega niente a nessuno, non perché dietro vi siano complotti o incompetenze. Chi lavora in un giornale sa bene che la critica esasperata e continua non paga e finisce per stufare (c’è molta gente, ad esempio, che non ne può più dei servizi contro i truffatori di Striscia la notizia: eppure sono servizi fatti bene, utili ed intelligenti).
D’altro canto, non calcherei troppo la mano neppure sulla bontà dei blog, che hanno anche loro delle pecche non da poco. Intanto sono dannatamente autoreferenziali, si citano a vicenda chiudendosi in un mondo tutto sommato chiuso all’esterno. Poi i blogger, in genere, hanno un’opinione fin troppo elevata di sé, denotano manie di protagonismo, scrivono come dei divi e non hanno il senso della misura (che invece un giornale deve, per forza di cose, avere). Infine, a volte mi sembra che anche questo mito della controinformazione, della controcultura, dell’informazione indipendente, sia un falso mito: tra blogger forse non ci saranno forti interessi economici che influenzano i ‘post’, ma di sicuro ci sono spinte sociali, amicizie incrociate, perfino, ora, libri scritti da blogger o pubblicità ospitate da blogger, che fanno sì che la completa indipendenza ed autonomia sia solo un’utopia. Insomma, il blog non è il bene e la carta stampata non è il male: in entrambi i casi, basta prendere le cose con un po’ di giudizio. No?



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