Lo zelo dei pubblici ministeri americani (comprare i voti nell’era di internet) : voto 2 25 Ottobre 2004
Posted by scrip in Pc e Internet, Stile di vita.trackback
Ne ha già parlato, tre giorni fa, anche html.it, ma mi sembra carino tornarci sopra: negli Stati Uniti hanno arrestato un ventiquattrenne che aveva messo all’asta su eBay il suo voto per le prossime presidenziali. E dire che il cittadino del Kansas Tim Hubbard si accontentava anche di poco: la base d’asta era infatti di soli 25 dollari. Uno zelante pubblico ministero, tale Page Bellamy, ha pensato bene di arrestarlo, visto che, parole testuali, «il diritto al voto è stato acquisito con il sangue dei nostri veterani ed è senza prezzo», alla faccia di tutto quello che è stato fatto quattro anni fa in Florida e che, secondo gli operatori internazionali, potrebbe benissimo ripetersi anche quest’anno. Hubbard ora rischia 1 anno di detenzione e 2.500 dollari di multa. Chissà cosa sarebbe successo se il nostro Taricone, quando confessò in diretta al Grande Fratello di aver comprato dei voti alle elezioni, si fosse trovato in America… Ma d’altronde i pubblici ministeri a stelle e strisce non sono nuovi a trovate del genere: basti pensare quello che Kenneth Starr ha fatto passare al povero Bill Clinton, che aveva sì risanato l’economia americana ma, per carità, aveva messo le corna alla moglie e poi l’aveva negato in pubblico.



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